PERCHÉ #iorestoacasa

La percentuale di italiani in effettiva quarantena è pari solo al 60%. Perché è importante invertire il trend?

Ad oggi, venerdì 20 marzo 2020, l’OMS conta 35713 casi registrati di COVID19 in Italia con 2978 decessi. Con il DPCM dell’8 marzo 2020, il Presidente Conte ha esteso a tutto il territorio nazionale le misure restrittive che impongono, di fatto, lo stato di “quarantena”. La misura suddetta e quelle che la hanno seguita, hanno come scopo quello di ridurre al minimo i contatti interpersonali, per evitare il diffondersi del virus. Negli ultimi giorni, però, abbiamo assistito a scenari ben diversi, con persone che, seppur nel rispetto formale delle regole scritte, continuano a frequentare le strade in modo copioso, contravvenendo a quelle indicazioni che non sono formalizzate in leggi ma in qualche modo fanno leva sulla coscienza civile di ciascuno di noi: evitare di produrre assembramenti, uscire di casa il meno possibile, evitare contatti sociali. Da un controllo delle celle telefoniche di cui ha parlato il vicepresidente della Regione Lombardia Fabrizio Sala, sarebbe emerso che il 40% delle persone si sposta per più di 300/350 metri dalla propria abitazione. Questo fa, di fatto, sorgere il dubbio che la popolazione non abbia percepito a fondo non tanto la gravità della situazione, quanto il funzionamento delle strategie messe in atto.

A tal proposito si segnala il servizio del TG3 Leonardo (edizione del 10/03/20) in cui in modo molto semplice ma esaustivo si chiarisce questo punto. Alleghiamo il link al video (min 1.14/3.30 circa), che cercheremo di riassumere in pochi concetti fondamentali:

  • Il virus è fortemente contagioso
  • Diminuendo la presenza di persone in circolo si diminuisce la circolazione del virus
  • Più contagi, meno posti letto in Terapia Intensiva e Rianimazione disponibili

Il virus e la sua diffusione seguono un trend piuttosto preciso che può essere di due tipi: bruscamente esponenziale nella salita e discesa (tempi di diffusione velocissimi, gran numero di contagiati e morti, breve durata) oppure al contrario avere una crescita più lenta: tempi di diffusione più lunghi ma numero di contagiati di gran lunga minore, seppur con tempi dilatati. Questo ultimo scenario è quello a cui si vuole tendere con le misure prese (“flattening the curve”) ed ha vantaggi non “solo” nella diminuzione delle vittime e dei contagiati, ma anche in quel fattore che sembra a primo occhio essere un contro piuttosto che un pro, ovvero il prolungamento dei tempi: quest’ultimo infatti è un vantaggio perché permette di trovare cure più efficaci e ridurre ulteriormente l’impatto del virus sulla popolazione. Caso cinese docet.

(video TG3 Leonardo)

https://www.rainews.it/tgr/rubriche/leonardo/index.html?/tgr/video/2020/03/ContentItem-24248cbd-ffc2-499b-b04a-2cbde0cee7eb.html

fonti: https://www.who.int/emergencies/diseases/novel-coronavirus-2019; https://www.huffingtonpost.it/entry/troppe-persone-in-giro-scattano-controlli-ancora-piu-rigidi-nella-settimana-decisiva_it_5e712b5cc5b60fb69ddf8589; https://www.washingtonpost.com/politics/2020/03/18/heres-one-estimate-how-much-curve-needs-flatten-your-community/; https://www.rainews.it/tgr/rubriche/leonardo/index.html?/tgr/video/2020/03/ContentItem-24248cbd-ffc2-499b-b04a-2cbde0cee7eb.html

 

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